Clown

Clown, Maggio 2024
Acrilico su tela 

La grande intuizione di Carl Jung fu che non abbiamo tutti la medesima struttura psichica, ma che ci sono appunto strutture diverse che percepiscono la vita diversamente. Una ha la tendenza a proiettarsi sulla realtà, fisica, esterna. L'altra invece sul mondo interiore. Non c'è una struttura che sia meglio dell'altra, esistono però effetti diversi. In un mondo che si proietta sulla materia l'introverso vive la sua tragedia, poiché non riesce a spiegare la propria condizione. Il suo è un mondo ermetico, chiuso, che poco conosce del fuori, ma che non ha alcun timore ad affondare negli abissi della propria mente. E con quali mezzi l'introverso cerca di esprimersi? Con le arti poetiche, con immagini, simboli, con quel linguaggio che la vastità del "mondo altro" usa per parlare a tutti quando la coscienza si spegne e lascia spazio alle creature del sogno. L'introverso a volte ce la fa, deve farcela se non vuole essere schiacciato dal peso della realtà esteriore, fatto a pezzi dalle mani del mondo che lo vorrebbe diverso, utile, che non lo capisce, o se non vuole precipitare nell'abisso di sé. Il clown è un po' l'archetipo di questo tipo psicologico, visto esteriormente è goffo e maldestro; imbranato tra le cose della realtà cerca di piacere al mondo con il riso. Ma il mondo non si accorge della sua tristezza; perché in un mondo che si proietta nelle cose la profondità è qualcosa d'invisibile.
Fabiano Fabiano Rastelli

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